Nuovi sguardi

“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”. (Italo Calvino, Città invisibili)
Fernweh è un Nuovi sguardi sul mondo che ci circonda, nella sua varietà e contraddizione. Un Nuovo sguardo a ciò che di per sé sembra scontato, ma che scontato non è affatto. È un Nuovo sguardo sulle persone, che non sono un “tutt’uno”, ma ricche di infinite sfumature che forse poco conosciamo. È un Nuovo sguardo sulle arti, che sono in continuo mutamento e che rappresentano la più grande espressione di chi noi siamo e di cosa vogliamo comunicare al mondo.