Nuove voci

“Chi comanda al racconto non è la voce: è l’orecchio. […] E ascolto dalla tua voce le ragioni invisibili di cui le città vivevano, e per cui forse, dopo morte, rivivranno” (Italo Calvino, Città invisibili)
Fernweh è Nuove voci, che per troppo tempo non hanno avuto parola, ma che sono i primi a riconoscere che non esiste un pensiero assoluto e univoco, ma che il mondo è formato da una pluralità di voci che formano parte di un reticolo intrecciato che percorre l’intera umanità. Nuove voci che emergono dai Racconti, che ci comunicano un nuovo “io”, frutto di emozioni e pensieri, che vuole uscire allo scoperto e rassicurarci che non siamo soli. Nuove voci che diventano Poesia, scritta di getto e che cattura quell’attimo che nel tempo rischierebbe di scomparire e di essere dimenticato nella frenesia della quotidianità. Nuove voci che ci parlano di libri, di quelli che abbiamo letto e di quelli che abbiamo messo in lista d’attesa, le cui pagine ci mostrano una visione del mondo tanto diverso, ma le cui emozioni umane formano parte di un unico disegno.