Ma perché diamine non mi vengono?

Nella mia vita ho un’unica sicurezza: non potrò mai rimanere incinta. So già a cosa state pensando e vi dico subito che siete fuori strada. Non sono sterile, tantomeno una zitella frustrata, non ho nulla che non va.
Quindi sì, potrei benissimo rimanere incinta.
Eppure, io vivo nella convinzione che non succederà finché io non deciderò di volerlo.
Sarebbe bello, eh. Schiaccio l’interruttore e parte la gravidanza.

Vabbè… per questo motivo mai che mi venga in mente di usare un contraccettivo.
Ma non si tratta della storia banale del “sento poco” oppure del “così si perde l’atmosfera”.
Nulla di tutto questo.
La spiegazione è molto più semplice: non ne ho voglia. Sono pigra, tutto qui. Non ho voglia di spendere soldi, non ho voglia di dovermi sempre ricordare di averlo oppure no, non ho voglia che una serata vada a monte perché me lo sono dimenticato.
Non ne ho voglia.
E visto che io non potrò mai rimanere incinta, che problema c’è?

Altra cosa. Non avendo la minima preoccupazione di poter finire in una qualche gravidanza inattesa, ovviamente non ho neanche una particolare attenzione al ciclo, ai ritardi e roba del genere. So che prima o poi devono venire, che sia prima o dopo non me ne accorgo neanche.

Ieri però me ne sono stranamente accorta. Mi ci è voluto un bello sforzo mentale, eh.
Quando diamine mi sono venute l’ultima volta? So che è da un po’ che non compro gli assorbenti. Ma quando?
Beh, alla fine sono arrivata alla conclusione che ho un ritardo di tre mesi. Non è che sia esageratamente preoccupata, avete ben chiaro la mia teoria. Però questa volta ho uno strano sentore.

A questo punto sorge la domanda: ma di chi cavolo è?
Il mondo femminile si divide in due: quelle che probabilmente preferirebbero buttarsi giù da un balcone e quelle che invece iniziano a fare bilanci. Vabbè, c’è anche la parte delle Marie che esultano all’idea della creazione e del miracolo della vita.
Io faccio bilanci.
Potrei essere incinta, primo punto.
Secondo punto: di chi è? E questa è la domanda fondamentale.
Perché, se fosse di Pedro, quel figo spagnolo, architetto, tutto muscoli e terribilmente affascinante, beh, la soluzione è semplice.
Me lo tengo di certo.
Ma se fosse invece di quel Maurizio, bassino e spelacchiato, orribilmente viscido? No no, quel bambino lo butto via subito. Di certo non rimarrò legata a vita con quel verme. Cercate di capire. C’è una bella differenza.

Tre mesi fa… bene. Tre mesi fa… beh… era poco prima della quarantena. Sapete la storia. Niente contatti, saluto col gomito, vaghe tracce di preoccupazione. Io di certo però non mi sono fatta problemi. Non che questo mi rassicuri, visto che entrambe le persone con cui sono stata direi che facciano parte della categoria Maurizio.
Sappiamo il da farsi.
Scriviamo al primo.
«Ciao!! Come stai? Come sta andando la quarantena? Senti… ho un ritardo… così da fartelo sapere…»
«Cosa cazzo stai dicendo?»
Avrei dovuto saperlo che non era la persona giusta con cui parlare.
«No, ma ecco… non è detto eh… sono tre mesi»
«Ma abbiamo usato il preservativo, l’ho pure controllato!!»
Bene allora forse è l’altro.
«Vai subito a fare un test! Io un bambino non lo voglio»
Pensa quanto lo voglio io un bambino con te.

Vi ho detto che sono profondamente pigra. Beh, ovviamente non potevo evitarlo neanche stavolta.
«Eh che non ho voglia di fare quella salita… e la farmacia qui è chiusa…»
«Non hai voglia???»
«Ma poi andrò eh… è che è lontano…»
«Se non lo fai entro un’ora chiamo tuo fratello»
Adoro la comprensione di certa gente.
Sia chiaro. Io non sono per niente preoccupata. Potrò anche essere incinta, ma si tratta di un Maurizio, non c’è tanto da pensare. in realtà potevo anche evitare di dirlo.
Però non so, ho avuto questo sprizzo di condivisione.
Peccato che abbia scelto la persona sbagliata.

Proviamo con il secondo Maurizio.
«Oh ciao! Come stai? Senti potrei essere incinta come la vedi?»
Stavolta vado diretta.
«Ahahahah ma come! Che sfiga! Io tra l’altro ho difficoltà a mettere incinta…»
Ma allora non sei manco tu. Vabbè, almeno te la ridi.
«Eh già sai che sono sfigata»
«Vabbè dai vuoi che ti vada a comprare il test?»
Ma perché diamine non ho scritto prima a lui.

Nel frattempo, mi ha chiamato mio fratello. Quell’altro ci ha messo poco eh.
«Ma no davvero tranquillo. Sono già andata e ho fatto tutto»
«E?»
«Eh… in realtà non capisco. Sta roba delle linee sbiadite, a destra o sinistra»
«Ma cosa vuol dire?!
«Ma vorrà dire che è negativo che ne so»

La questione rimane aperta: ma perché diamine non mi vengono?


L’IMMAGINE

Cicconi Rosa

Ritorna Cicconi Rosa con un’illustrazione ad hoc per il racconto inedito di Milena.

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