Vacanza

Quel mattino Livia si svegliò presto. Il sole faticava ancora a risvegliarsi e il gelido vento accarezzava le foglie degli alberi del paesino, immerso nel sonno. La bambina saltò giù dal letto, frettolosamente scese i gradini delle scale e piombò in cucina, dove la mamma e il fratello, in silenzio, erano già seduti intorno alla tavola imbandita: ancora una volta, Milena, aveva per un attimo dimenticato quell’aria di tristezza che da giorni albergava nella loro casa.

«Papà è andato in vacanza» aveva annunciato la mamma una settimana prima, con il volto rigato dalle lacrime e lo sguardo assente. Tommaso, il maggiore, era scoppiato a piangere, lui forse aveva capito. Ma come poteva una bambina di sei anni capire che qualcosa nella sua famiglia si era rotto? Come poteva intuire che la mamma e il papà non si volevano più bene?
«Dove va papà?» aveva chiesto ingenuamente la bambina. La mamma si limitò ad accennare un leggero sorriso.

Il giorno dopo l’annuncio il papà non c’era più, era partito. Livia sognò paesaggi esotici in luoghi sconosciuti, un po’ innervosita, perché non le aveva chiesto di venire con lui.

Fino ad allora non si era mai allontana dal paesino di Halden: un piccolo angolo di paradiso dove le persone vivevano sempre con il sorriso sul volto. Ma fuori dalla piccola cittadina, dove un giorno eguagliava l’altro, nulla mai cambiava e Milena si rifugiava nei suoi sogni, immaginandosi mondi pieni di vita, dove ogni giorno scopriva qualcosa di nuovo e lei era la protagonista: a volte era l’eroina della città, altre volte si divertiva a immedesimarsi in una famosa cantante in viaggio per il mondo, altre volte ancora una famosa scrittrice.

Ma i suoi sogni erano grandi, troppo grandi perché Halden li potesse contenere.

Il papà era già andato in vacanza una volta, molti anni prima. Anche quella volta aveva lasciato a casa il suo bambino, Fabrizio. Milena non lo aveva mai conosciuto; sfogliando gli album di famiglia, più volte aveva riconosciuto il volto di un bambino: “Peter Pan” lo chiamava perché, come lui, quel bambino, pagina dopo pagina, non diventava mai grande.
In vacanza il papà incontrò la mamma e a casa non tornò più. Fabrizio finì così per diventare l’eterno bambino di un vecchio album dimenticato.

Seduta a tavola, il piatto vuoto, Milena vide il suo riflesso.
«Ma papà ci abbandonerà come ha fatto con Fabrizio?» chiese.
Quella domanda non avrebbe ricevuto risposta.


L’IMMAGINE

Talia Malfassi

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