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2020: non ci resta che scrivere

Polvere & Aria

Cosa significa avere la propria età nel 2020


In questo nuovo progetto, abbiamo chiesto ai nostri lettori di diventare scrittori.
Diventare.
Ma che dico?
Scrittori non si diventa. Scrittori non si nasce nemmeno. Scrittori ci si sente. Si scrive quando sentiamo che dobbiamo tirar fuori quello che abbiamo dentro, quando ci rendiamo conto che essere testimoni silenziosi del mondo non ci basta.
Quest’anno ha causato molti danni.
Mi piace dire che ci ha trasformato in piccoli granelli di polvere.
E che cos’è la polvere?
È una terra arida, che trasportata dal vento, si posa sugli oggetti, e rimane lì. Abbandonata.
Oggi forse ci sentiamo un po’ così.
Immobili. Trascurati. Soli.
Siamo in attesa di qualcuno che passi di qui e ci porti lontano.
O forse, speriamo solo che quest’anno venga spazzato via da una nuova ventata di aria fresca. Quell’aria che oggi, ogni volta che, finalmente soli, ci concediamo il lusso di abbassare per un attimo la mascherina, ci riempie i polmoni, e rende questo anno un po’ più sopportabile.
Polvere e aria. Cosa siamo, e cosa vogliamo.
I nostri autori oggi si raccontano così, condividendo con noi questo 2020.
Si lasciano muovere dal vento delle emozioni, e scrivono piccoli resoconti delle loro esperienze. Uniche. Sempre uniche.
E noi abbiamo deciso di condividerli qui. Fernweh è libertà di espressione.
È sapere che scrivere è anche, e soprattutto, un modo per guarire.
Quest’anno, è vero, ha causato molti danni, ma una cosa buona l’ha fatta: ci ha ricordato l’importanza delle piccole cose.
Solo così, notando di nuovo le più sottili sfumature, potremo sentirci davvero scrittori.

Solo così, trasformando gli inutili dettagli in poesia, non saremo più solo piccoli granelli di polvere.

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